
Deduzioni, detrazioni e sgravi per sostenere le famiglie
Il lavoro domestico è diventato ormai una componente fondamentale per milioni di famiglie italiane. Colf, badanti e baby-sitter rappresentano un supporto essenziale nella gestione della casa e, soprattutto, nell’assistenza agli anziani. Tuttavia, mantenere un contratto regolare può essere impegnativo sul piano economico, e i costi spesso scoraggiano l’assunzione di personale. Per alleggerire il peso sulle famiglie, esistono però diverse agevolazioni fiscali e contributive.
Quando in casa c’è una persona certificata come non autosufficiente, il fisco riconosce un ulteriore vantaggio: una detrazione del 19% sullo stipendio della badante, fino a un massimo di 2.100 euro all’anno. Il beneficio spetta però solo ai contribuenti con redditi fino a 40.000 euro e va richiesto presentando ricevute e pagamenti tracciabili.
La detrazione si cumula con la deduzione dei contributi e resta valida anche se l’anziano è ricoverato, purché la spesa per la badante sia separata da quella della struttura.
Lo sgravio totale per gli over 80
La novità più rilevante riguarda invece gli anziani con più di 80 anni, disabili certificati e titolari di assegno di accompagnamento. Per loro, se il reddito Isee non supera i 6.000 euro, è previsto un esonero totale dal pagamento dei contributi per un massimo di due anni. Una misura sperimentale, che punta a favorire la regolarizzazione dei rapporti di lavoro e a sostenere le famiglie più fragili.
Lo sgravio vale solo per nuove assunzioni a tempo indeterminato o per trasformazioni da contratti a termine. Non è invece possibile ottenerlo se tra le stesse persone era già cessato un rapporto di assistenza nei sei mesi precedenti, né se l’assunzione riguarda parenti o affini.