LA MAPPA DELLE MIGRAZIONI GLOBALI
Secondo le stime Onu al 2024, i migranti internazionali (coloro che vivono da più di 1 anno in un Paese diverso da quello di residenza abituale) sono 304 milioni, pari al 3,7% della popolazione mondiale, quasi il doppio di trent’anni fa. La principale meta è l’Europa (con oltre 100 milioni), seguita da Asia (85 milioni) e Nord America (79 milioni). Si tratta di una mobilità generata dall’intreccio di disuguaglianze economiche, dinamiche demografiche, crisi climatiche e politiche, conflitti e reti sociali. È una geografia dei flussi migratori planetari che narra, tra le altre cose, la dissimmetria tra Nord e Sud del mondo. L’Unione europea, con 450 milioni di abitanti (5,5% della popolazione mondiale), concentra il 14,2% del Pil mondiale, con un reddito medio pro capite di 62mila dollari: è sviluppata, ma ha una popolazione che invecchia e si riduce (-29 milioni entro il 2050), dipendendo sempre più dall’immigrazione (63 milioni di migranti internazionali, con un’incidenza del 14,1%). L’Africa, al contrario, è giovane e demograficamente in crescita (+1 miliardo di abitanti entro il 2050), ma resta segnata da redditi bassi (6.700 dollari pro capite). L’Asia, con i suoi 4,7 miliardi di abitanti, è invece il baricentro demografico mondiale, dove, con grandi divari interni, spicca il modello del Golfo, fondato sull’apporto lavorativo di 31 milioni di Centro Studi e Ricerche IDOS