
Il permesso di soggiorno per lavoro domestico è il titolo di soggiorno che consente ai cittadini extracomunitari (non appartenenti all’Unione Europea) di risiedere legalmente in Italia per svolgere attività lavorativa nell’ambito del lavoro domestico, come colf, badanti e baby-sitter.
Cos’è il permesso di soggiorno per lavoro domestico?
Si tratta di un documento rilasciato dalle autorità italiane a seguito di un regolare ingresso nel territorio nazionale e la stipula di un contratto di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, nello specifico per mansioni di tipo domestico.
Durata del permesso di soggiorno per lavoro domestico
La durata del permesso dipende dalla tipologia del contratto:
- Fino a 1 anno: in caso di contratto di lavoro a tempo determinato;
- Fino a 2 anni: in caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Il permesso di soggiorno per lavoro domestico è rinnovabile?
Sì, è rinnovabile. Il rinnovo deve essere richiesto prima della scadenza, allegando la documentazione relativa alla prosecuzione del rapporto di lavoro o a un nuovo impiego regolare.
Quali permessi possono essere convertiti in permesso per lavoro domestico?
È possibile convertire in permesso di soggiorno per lavoro domestico i seguenti titoli:
- Permesso per lavoro stagionale: se il lavoratore ha già svolto almeno due lavori stagionali e riceve un’offerta di lavoro domestico (entro i limiti delle quote annuali previste dal Decreto Flussi);
- Permesso per motivi familiari: in caso di decesso del familiare sponsor, separazione o divorzio;
- Permesso per motivi di studio: se lo straniero soddisfa i requisiti previsti per l’accesso al lavoro subordinato.
È possibile svolgere altre attività lavorative con un permesso per lavoro domestico?
Sì. Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, incluso quello per lavoro domestico, consente lo svolgimento di altre attività lavorative, anche lavoro autonomo, lavoro presso cooperative o attività compatibili, previa verifica dei requisiti richiesti dalla normativa vigente e dell’eventuale possesso di titoli abilitanti.
Il permesso consente il ricongiungimento familiare?
Sì, il lavoratore titolare di un permesso di soggiorno per lavoro domestico può richiedere il nulla osta per il ricongiungimento familiare, a condizione che la durata del permesso sia pari o superiore a un anno.
Cosa accade in caso di perdita del lavoro?
La perdita del posto di lavoro (anche per dimissioni) non comporta automaticamente la revoca del permesso di soggiorno. Il lavoratore straniero può:
- Iscriversi alle liste di mobilità presso il Centro per l’Impiego;
- Conservare il permesso per il periodo residuo di validità, e comunque non inferiore a 12 mesi;
- Richiedere, se necessario, un permesso per attesa occupazione.
Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
I titolari di permesso di soggiorno per lavoro domestico devono iscriversi obbligatoriamente al SSN. Tale iscrizione garantisce:
- Parità di trattamento con i cittadini italiani;
- Accesso all’assistenza sanitaria pubblica;
- Validità temporale dell’assistenza per tutta la durata del permesso.
Obblighi in caso di cessazione del rapporto di lavoro
Entro 40 giorni dalla cessazione del rapporto, il lavoratore straniero deve:
- Presentarsi presso il Centro per l’Impiego;
- Dichiarare lo stato di disoccupazione e la disponibilità immediata a lavorare;
- Presentare il permesso di soggiorno in corso di validità
Contatti per assistenza e appuntamenti
- Per fissare un appuntamento e ricevere assistenza nella procedura di richiesta del permesso di soggiorno per lavoro domestico presso i nostri uffici in Viale di Valle Aurelia 65 – 00167 Roma
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